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Beni oggetto di vincolo

Beni oggetto di vincolo

Lunedì 7 Marzo 2016

Il creditore che sia pregiudicato da un atto del debitore, di costituzione di vincolo di indisponibilità o di alienazione, che ha per oggetto beni immobili o mobili registrati, compiuto a titolo gratuito successivamente al sorgere del credito, può procedere, munito di titolo esecutivo, a esecuzione forzata, ancorché non abbia preventivamente ottenuto sentenza dichiarativa di inefficacia, se trascrive il pignoramento nel termine di un anno dalla data in cui l'atto è stato trascritto. La disposizione di cui al presente comma si applica anche al creditore anteriore che, entro un anno dalla trascrizione dell'atto pregiudizievole, interviene nell'esecuzione da altri promossa.

Quando il pregiudizio deriva da un atto di alienazione, il creditore promuove l'azione esecutiva nelle forme dell'esproprazione contro il terzo proprietario. Il debitore, il terzo assoggettato ad espropriazione ed ogni altro interessato alla conservazione del vincolo possono proporre le opposizioni all'esecuzione di cui al titolo V del libro III del c.p.c. quando contestano la sussistenza dei presupposti di cui al primo comma, nonché la conoscenza da parte del debitore del pregiudizio che l'atto arrecava alle ragioni del creditore.

Notoriamente l'ufficiale giudiziario, per poter legittimamente porre in essere un'esecuzione forzata nei confronti del debitore o del terzo, abbisogna di un titolo esecutivo e di un precetto regolarmente notificati e, nel caso dell'esecuzione anche di una sentenza dichiarativa dell'inefficacia degli atti disposti dal debitore.

L'introduzione del nuovo 2929 bis c.c. supera tale limite e, di conseguenza, al pubblico ufficiale potrà essere richiesto di agire contro il terzo proprietario pur in assenza di una pronuncia giudiziale che abbia accertato l'inefficacia di un atto dispositivo in suo favore.